Tracciare una storia dei sogni lucidi è particolarmente difficile: la capacità di sognare lucidamente è probabilmente nata con l’uomo. In epoche antiche i sogni erano molto importanti, ma più si va a ritroso nel tempo, più le testimonianze scritte scarseggiano: infatti le conoscenze venivano trasmesse per lo più oralmente, e ciò che è stato scritto col tempo purtroppo è andato distrutto. Alcuni pratiche sciamaniche sopravvissute fino ai nostri giorni possono farci intuire qualcosa di quel passato.

In Occidente le fonti scarseggiano particolarmente; per molti secoli si fanno solo brevi accenni sui sogni lucidi: anche in tempi relativamente recenti, i sogni non erano considerati materia ‘di cultura’ e, a parte rari casi, non ci si è mai soffermati molto ad analizzarli.

In Oriente il sogno lucido ha avuto più attenzione ed è stato valorizzato prima, perché il pensiero filosofico e religioso di quei popoli ha messo al centro della propria riflessione temi come la coscienza e il rapporto apparenza-realtà. In particolare, il sogno lucido acquista grande importanza nel Buddismo Tibetano, dove si praticano particolari tecniche meditative che vanno sotto il nome di Yoga Tibetano del Sogno: acquisire consapevolezza nei propri sogni è il primo passo di un percorso che porta all’illuminazione.

In Occidente per molto tempo il sogno lucido compare solo sporadicamente in qualche aneddoto di natura personale.

  • Nell’antica Grecia Aristotele è il primo a dire chiaramente, in un suo trattato, che a volte un uomo può sognare sapendo di stare sognando:
       “Perché spesso quando dormiamo c’è qualcosa nella coscienza che ci dice che quello che si presenta davanti a noi non è che un sogno”{Aristotele}.
  • Nel Medioevo (anno 415) Sant’Agostino racconta in una sua lettera il sogno lucido del medico Gennadio. E nel XIII secolo anche San Tommaso d’Aquino accenna ai sogni lucidi, notando che sono più frequenti verso il mattino.

Nel corso del XVII e XVIII secolo non ci si occupa molto di sogni: il razionalismo di matrice cartesiana reputa sia impossibile indagare scientificamente il sogno perché è qualcosa di soggettivo, impossibile da esaminare obiettivamente. Abbiamo comunque qualche menzione sui sogni lucidi:

  • Il filosofo Gassendi accenna ad alcune sue esperienze di sogno lucido.
  • Il filosofo inglese Thomas Reid racconta di come riuscì a superare la paura degli incubi proprio divenendo lucido nei suoi sogni.

Con il Romanticismo, il sogno in generale diventa molto importante per l’espressione artistica. Lo scrittore romantico Jean Paul Richter dissemina le sue opere di elementi simbolici ricavati dai sogni e si riferisce al sogno come ‘un altro mondo‘, ‘un secondo mondo‘ dove si possono avere esperienze molto belle; egli afferma nei suoi scritti di aver avuto, a volte, la coscienza di sognare, e dice che si possono distinguire dei sogni ‘più chiari’ e dei sogni ‘più scuri’. (Qui uno studio approfondito: http://www.ledonline.it/index.php/linguae/article/viewFile/186/162).

Nel 1867 accade qualcosa di importantissimo: il marchese Léon d’Hervey de Saint-Denys pubblica anonimamente Les Rêves et les moyens de les diriger, (“I sogni e i mezzi per dirigerli”), uno studio frutto di 20 anni di riflessioni sui suoi sogni, tra cui molti anche lucidi. Egli è il primo a esprimere la convinzione che sia possibile apprendere a controllare i sogni mettendo in pratica alcune tecniche; il suo è il primo ‘manuale’ che illustra alcune di queste tecniche, valide ancora oggi.

storia dei sogni lucidi: il marchese Léon d'Hervey de Saint-Denys e "Les reves et les moyens de les diriger"
Ritratto del marchese Léon d’Hervey de Saint-Denys; a fianco, la copertina del suo libro, “Les reves et les moyens de les diriger” (“I sogni e la maniera di dirigerli”)

Il filosofo Friedrich Nietzsche conosceva i sogni lucidi; nella Gaia Scienza afferma che l’uomo moderno non può né vegliare né sognare, ma può solo “sognare sapendo di sognare”.

1921: May Arnold Forster nel suo libro Studies in dreams racconta di aver avuto sogni lucidi in cui riusciva a parlare lingue straniere e a risolvere problemi matematici in modo molto più fluente che nella realtà.

1913: Il fenomeno dei sogni lucidi viene ripreso dallo psichiatra olandese Frederik van Eeden; egli fu di fatto il primo ad usare l’espressione ‘sogno lucido’ nel senso corrente; il suo saggio A study of Dreams  riporta le sue osservazioni in merito ai vari tipi di sogni fatti da lui stesso, molti dei quali anche lucidi.

Freud accetta la possibilità che durante i sogni possa emergere una certa forma di coscienza e di libero arbitrio, e che si possa anche orientare o dirigere i sogni secondo la propria volontà. Nella seconda edizione della sua Interpretazione dei sogni aggiunge un accenno allo studio del marchese Léon d’Hervey de Saint-Denys.

1968: Celia Green pubblica Lucid Dreams, in cui espone i risultati di studi da lei condotti e mostra che i sogni lucidi possono facilitare lo studio scientifico dei sogni. La sua intuizione é giusta, e la scienza segue questa direzione. Dagli anni ’70 in poi avvengono importanti scoperte scientifiche sui sogni lucidi.


Guida ai sogni lucidi --- di Fiorelisa
Guida ai sogni lucidi

Questo articolo fa parte della mia Guida ai sogni lucidi, una guida completa che ti aiuta ad esplorare il fantastico mondo dei sogni lucidi (tecniche, idee, consigli, ecc); qui trovi l’indice di tutti i capitoli di cui si compone →→
Buon approfondimento! ^^