Nella seconda metà del Novecento l’avanzamento tecnico-scientifico aprì una nuova era per lo studio dei sogni; non più solo resoconti di proprie esperienze soggettive, ma analisi obiettive con strumenti sofisticati che permettono di monitorare in laboratorio le persone addormentate e registrare molti dati fisiologici e cerebrali, minuto per minuto. Con l’esame polisonnografico si scoprì che i sogni si verificano prevalentemente in fase REM, quando il corpo è quasi completamente immobile (atonia): gli unici movimenti evidenti in questa fase sono quelli oculari.  William Dement intuì che questi movimenti corrispondono proprio ai movimenti oculari fatti nel sogno.

tracciato polisonnografico di un sogno lucido; sogno lucido e cervello
In alto , il tracciato polisonnografico di 8 minuti di sonno REM in cui ha luogo un sogno lucido [img. tratta da LaBerge (1992 p.293]. In basso, in viola, l’area cerebrale che rimane più attiva nei sogni lucidi rispetto ai sogni normali.

La prova scientifica dell’esistenza dei sogni lucidi

Il dottor Stephen Laberge, studioso di sogni lucidi
Il dottor Stephen Laberge

Per avere una prova che fosse possibile avere lucidità nei sogni, fu concordato un esperimento: un volontario avrebbe dovuto muovere gli occhi secondo una sequenza precedentemente concordata, in modo da comunicare di essere consapevole e cosciente durante la fase REM del sogno (comunicazione extraipnica). Questo esperimento fu portato a termine per la prima volta il 12 aprile 1975 da Keith Hearne all’Università di Hull, in Inghilterra.  Tuttavia questo risultato non ebbe molta eco; nel 1981 Stephen LaBerge condusse delle ricerche sui sogni lucidi per la sua tesi di dottorato ed effettuò un esperimento assai simile, i cui risultati vennero pubblicati su un’importante rivista di psicologia. Da allora egli si dedica allo studio dei sogni lucidi; nel 1987 ha fondato il Lucidity Institute di Palo Alto, un istituto che promuove la ricerca sui sogni lucidi; lì si tengono anche dei corsi di apprendimento per chi desidera imparare a sognare lucidamente.

Dubbi sull’effettiva esistenza dei sogni lucidi non sono mai mancati da parte degli scettici, anche dopo gli esperimenti di Hearne e LaBerge; ciononostante lo studio dei sogni lucidi ha preso molto piede e oggi è di fatto una grande sotto-branca dell’onirologia, lo studio scientifico dei sogni.

Gli studi ed esperimenti di LaBerge sul sogno lucido

LaBerge ha condotto vari esperimenti che dimostrano un legame tra le reazioni corporee e il sogno vissuto. Facendo svolgere a sognatori lucidi volontari delle azioni oniriche prestabilite, LaBerge ha scoperto che esistono corrispondenze che riguardano:

  • La respirazione: se una persona trattiene il respiro in sogno, ciò si verifica esattamente anche nel suo corpo fisico.
  • Il battito cardiaco: si modifica in base alle situazioni vissute in sogno;
  • L’apparato riproduttivo: se nel sogno lucido si svolge un’attività sessuale, si hanno le stesse manifestazioni fisiche che si avrebbero in un vero rapporto sessuale.

Questo è servito a dimostrare che il sogno è un’esperienza vissuta e percepita con tutti i nostri sensi fisici come se fosse vera. È come vivere una realtà virtuale. Se il sogno fosse un atto semplicemente immaginativo, bisogna allora riconoscere che in sogno la nostra immaginazione è molto più potente che nella veglia.

LaBerge ha condotto degli esperimenti anche sulla percezione del tempo nel sogno: nel sogno il tempo scorre ad una velocità più o meno simile a quella della realtà; se ti sembra che nel tuo sogno siano passati 2 minuti, probabilmente anche nella realtà sono passati circa 2 minuti.

Cosa avviene durante un sogno lucido dal punto di vista cerebrale

Gli esperimenti che si sono susseguiti hanno permesso di individuare (in linea di massima) una maggior presenza di onde cerebrali alfa e beta nel sogno lucido rispetto al sogno ordinario; le onde deltha e theta sarebbero sostanzialmente uguali nei due stati, mentre nel sogno lucido si riscontrerebbe una maggior frequenza di onde gamma, e con più coerenza nell’area frontale e frontolaterale.

LaBerge ha ipotizzato che i lobi parietali siano più attivi durante il sogno lucido, e questo permette di essere consci durante il sogno.

Il neurologo Allan Hobson ha formulato un’ipotesi sul ruolo di una particolare area del cervello durante il sogno e il sogno lucido: la corteccia prefrontale dorsolaterale. Questa è l’area ‘frontale’ del cervello, quella preposta ai compiti esecutivi, alla coscienza di sé, alla memoria, al giudizio critico e morale. Secondo Hobson, è possibile che durante il sonno paradossale quest’area sia meno attiva; ciò spiegherebbe la perdita del giudizio critico durante il sogno ‘normale’. Ma quando si verifica un sogno lucido, quest’area cerebrale si riattiverebbe, riacquistando funzioni paragonabili a quelle della veglia; invece il sistema limbico, il ponte e le aree temporali e postero-laterali della corteccia resterebbero attive per mantenere le caratteristiche emozionali e percettive tipiche del sogno.

Un esperimento recente (2010) ha messo in luce il ruolo svolto dall’attività prefrontale ventromediale durante il sogno lucido: vedi anche: http://www.zmescience.com/medicine/mind-and-brain/lucid-dreaming-electrical-trigger-042342/

Molte cose rimangono ancora da scoprire sui sogni lucidi; gli studi e la sperimentazione continuano tuttora.


Guida ai sogni lucidi --- di Fiorelisa
Guida ai sogni lucidi

Questo articolo fa parte della mia Guida ai sogni lucidi, una guida completa che ti aiuta ad esplorare il fantastico mondo dei sogni lucidi (tecniche, idee, consigli, ecc); qui trovi l’indice di tutti i capitoli di cui si compone →→
Buon approfondimento! ^^